lunedì 18 luglio 2016

Corso di Formazione UICI e CNOP


La Dott.ssa Roberta La Barbera è stata selezionata per partecipare al Corso di Formazione promosso dall'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti (UICI) e finanziato dal Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi (CNOP) per psicologi siciliani che saranno impegnati nel sostegno delle famiglie con bambini e ragazzi non vedenti e/o ipovedenti.
Sulla base del Protocollo d'Intesa le famiglie usufruiranno di tariffe agevolate per il sostegno psicologico.

martedì 5 luglio 2016

LA PROFEZIA CHE SI AUTOAVVERA NEL RAPPORTO GENITORI/FIGLI


Il concetto di Profezia che si auto avvera venne introdotto, per la prima volta nelle scienze sociali nel 1948, dal sociologo statunitense Robert K. Merton che la definì “una supposizione o profezia che per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa realizzare l'avvenimento presunto, aspettato o predetto, confermando in tal modo la propria veridicità”. A sua volta, Merton si riferì al celebre sociologo americano, William Thomas, che si era già occupato dell’argomento e che aveva postulato quello che è passato alla storia come il Teorema di Thomas: “Se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse sono reali nelle loro conseguenze”.
Nell’ambito più specifico della psicologia, il ricercatore americano Robert Rosenthal ideò un esperimento di psicologia sociale all’interno di una scuola. Sottopose un gruppo di alunni di una scuola elementare californiana ad un test di intelligenza. Indipendentemente dal risultato del test, riunì alcuni alunni all’interno di un gruppo, comunicando agli insegnati che si trattava di alunni molto intelligenti. Dopo un anno, Rosenthal valutò il percorso scolastico di questi alunni e verificò che tutti avevano migliorato il loro rendimento scolastico divenendo i migliori della classe.
Ciò era avvenuto poiché gli insegnanti, convinti delle abilità e competenze degli alunni, si relazionavano a loro stimolandoli nel loro interesse per gli studi.
Il modo in cui, quindi, l’insegnante valutava inizialmente l’alunno modificava il suo atteggiamento nei confronti dell’alunno stesso.
In questo caso il risultato era positivo, ma l’effetto Rosenthal (o effetto Pigmalione) può avere anche dei risultati disastrosi se l’assunto di partenza è negativo “questo ragazzo è senza speranza”, “non è motivato”, “non gli piace studiare”, etc.
In che modo questo concetto sociologico può rientrare nell’ambito della psicologia e riguardare il rapporto genitori/figli?
Quando viene a mondo un bambino, già a partire dal suo concepimento, se non da prima, i genitori iniziano a parlare di lui o di lei (“se avrò un figlio lo chiamerò…...”, “se nascerà una bambina sarà...”, e così via…). Ciò fa sì che il bambino nasca in un bagno di linguaggio, all’interno di un discorso nel quale il bambino è parlato, in cui il bambino infans, che non parla ancora, è inserito nel discorso dell’altro.
Questo discorso è portatore di un desiderio nei confronti del bambino, di aspettative e di frasi che lo concernono che determineranno il modo in cui lui crescerà.
Non è raro ascoltare genitori, nonni, parenti ed amici pronunciarsi al cospetto di un neonato “è bellissimo”, “tutto suo padre”, “tutto sua madre”, “è tranquillo”, “è nervoso” e così via…
Sono queste definizioni che l’altro dà del bambino sulla base di alcune sue percezioni e convinzioni che possono contribuire a quella che abbiamo definito Profezia che si auto avvera.
Ma in che modo può accadere questo?
Nel momento in cui un genitore dà una definizione del bambino: “è buono”, “è nervoso”, “ha un carattere deciso”, “è una peste” fin dai primissimi mesi di vita, il suo atteggiamento nei confronti del bambino stesso sarà influenzato da queste definizioni e dalle convinzioni soggiacenti.
Se la mamma definisce il bambino “disubbidiente” si relazionerà a lui a partire da questa convinzione e metterà in atto dei comportamenti che inevitabilmente metteranno il bambino nella condizione di disobbedire avverando la profezia iniziale, in un circolo vizioso difficile da rompere.
Nella mia pratica con i bambini molte volte mi è capitato di ascoltare dei piccoli che si definivano “monelli”, alla domanda “chi te lo dice?” la risposta è “la mamma, il papà, i nonni, etc.”, cioè l’adulto che si prende cura di lui. Non è il bambino che crede di essere “monello” ma sono gli altri che gli danno questo rimando.
Quando un bambino si ritrova inserito in una definizione di questo tipo strutturerà la convinzione che sia quello il modo in cui l’altro vuole che sia e si comporterà di conseguenza. Il suo comportamento confermerà la convinzione iniziale dell’adulto e così via in una spirale senza fine.
Queste definizioni, inoltre, impediranno all’adulto di vedere ed ascoltare il bambino, schiacciandolo nella sua soggettività, considerandolo già saputo, conosciuto. La definizione nomina il bambino che si ritrova ingabbiato e spesso impossibilitato ad esimersi dall’essere esattamente come l’altro si aspetta che sia.
Non di rado mi capita di seguire degli adolescenti che per tutta la loro infanzia si sono ritrovati ad essere “bravi bambini”, “i più bravi della classe”, “i migliori” che durante quel periodo di stravolgimento che è l’adolescenza scoprono di essere diversi da come mamma e papà li vogliono, manifestando la loro sofferenza e il loro disagio con comportamenti autolesivi, antisociali, disturbi del comportamento alimentare, etc.
Dott.ssa Roberta La Barbera
Psicologa e Psicoterapeuta
Viale Croce Rossa, 77
90145 Palermo
3284212991

roberta.labarbera71@gmail.com

https://www.facebook.com/pages/Studio-Equilibrium/1430604813886048?ref=bookmarks

http://studioequilibriumpalermo.blogspot.it/



venerdì 24 giugno 2016

TRAINING AUTOGENO

Di seguito alcune immagini dell'ultimo incontro sul Training Autogeno, organizzato dallo Studio Equilibrium e condotto dalla Dott.ssa Silvia Giolitto.


Chi volesse effettuare un incontro di prova può contattare lo Studio Equilibrium: studio.equilibrium@libero.it 3474475579- 3452197044

martedì 31 maggio 2016

USCIRE DALLA DIPENDENZA AFFETTIVA SIGNIFICA TALVOLTA SALVARSI LA VITA!


La morte di Sara, bruciata viva dal suo compagno che non accettava di essere lasciato, è l'ennesimo tragico epilogo di "Storie d'amore" che si concludono con la morte di uno dei due partner.

Non conosciamo le dinamiche di questa relazione, ogni relazione è diversa dalle altre, ma sappiamo, a dire di amici e conoscenti che lui era "geloso e ossessivo".

Molto spesso le ragazze confondono la gelosia e la possessività con il "prendersi cura".

Spesso tollerano violenze psicologiche e fisiche poiché ritengono di avere qualche "colpa", di avere sbagliato in qualcosa. Quasi sempre hanno paura di essere abbandonate. Ciò le porta a vivere un relazione con un Altro, del quale si fanno l'oggetto posseduto, di un Altro che può disporre di loro, del loro tempo, della loro vita.

Talvolta però tutto questo non regge più ed allora la ragazza si ribella e vuole chiudere la relazione. Ma un Altro per il quale la ragazza è divenuta un oggetto di sua proprietà non tollera di essere abbandonato, non tollera che l'oggetto possa esistere anche senza di lui e "lucidamente" decide di distruggere quell'oggetto.

Una relazione d'amore è una relazione tra due soggetti, uniti da un legame, il legame d'amore.

Una relazione "malata" è una relazione tra un soggetto e un oggetto. C'è un soggetto che abdica al suo ruolo di soggetto e si pone (spontaneamente o con la forza) in posizione di oggetto nei confronti dell'altro.

Ciò avviene per una fragilità, per delle insicurezze, per un'immaturità affettiva, su cui l'altro fa presa per ottenere ciò che vuole.

Quando ci si rende conto di vivere una relazione così bisogna immediatamente CHIEDERE AIUTO!

Iniziare un lavoro su di sé aiuta a vincere le fragilità e le insicurezze e protegge dall'incontro con un altro che vuole solo disporre di noi a suo piacimento.


Dott.ssa Roberta La Barbera
Psicologa e Psicoterapeuta


P.S. Per saperne di più sulla Dipendenza Affettiva clicca qui

sabato 14 maggio 2016

NON SOLO GENITORI. Come restare coppia.


L'incontro tratterà di come cambia la vita di coppia dopo la nascita di un figlio. E' un momento di grande cambiamento in cui degli equilibri si romponon e vanno reinventati, in cui la donna diviene madre e l'uomo diviene padre, processo questo non privo di conseguenze per l'una e per l'altro e soprattutto per la loro relazione.
Si parlerà di complicità, di eventuali gelosie, di strategie per risolvere i conflitti.

martedì 3 maggio 2016

Disagi e disturbi alimentari nei bambini

La Dott.ssa Roberta La Barbera parteciperà all'evento "Palermobimbi Day FOOD AND KIDS", durante il quale parlerà di "Disagi e disturbi alimentari nei bambini" confrontandosi con i genitori presenti sulle principali difficoltà dell'alimentazione dei bambini.
Vi aspettiamo numerosi Domenica 29 Maggio.

Per maggiori informazioni clicca qui

martedì 12 aprile 2016

I LABIRINTI DELL'AMORE. CONOSCERE LA DIPENDENZA AFFETTIVA ED IMPARARE A FARNE A MENO

Lo Studio Equilibrium organizza un Percorso di gruppo teorico ed esperienziale per interrompere il circolo vizioso della Dipendenza Affettiva ed imparare ad amare e ad amarsi in modo consapevole e appagante.
Per iscrizioni e prenotazioni puoi chiamare i numeri presenti in locandina, oppure mandare una mail o ancora inviare un messaggio su fb.
Se pensi che le tue relazioni d'amore o affettive in generale siano caratterizzate da sofferenza, dipendenza, paura dell'abbandono non esitare a contattarci!
Ti aspettiamo!

Per prenotarti clicca qui